2 Prepararsi al viaggio

È il momento di cominciare ad attrezzarsi. Quello che vogliamo fare è pubblicare un libro e il percorso che stiamo iniziando qui ci porterà alla fine proprio a questo: il testo di un libro che sarà pubblicabile in vari formati, dal MOBI al formato EPUB. Prima di addentrarci negli aspetti più tecnici (niente di preoccupante, non abbiate paura!) e a cominciare a tirare fuori le cose che vogliamo scrivere, orientiamoci un attimo: capiamo cosa stiamo facendo.

Il sistema che stiamo per utilizzare per scrivere e pubblicare il nostro libro è sino a questo momento unico al mondo. Stiamo per scrivere sul web e il risultato del nostro lavoro diventerà contemporaneamente accessibile da Internet oppure verrà esportato verso le principali piattaforme di commercializzazione degli ebook.

La piattaforma che stiamo utilizzando per scrivere sul web si chiama PressBooks, ed è molto semplice da utilizzare. L’idea che i creatori di questo sistema hanno avuto è stato quello di realizzare una modifica alla più popolare piattaforma di blog (i “web-log”, i diari in rete) in maniera tale che, anziché scrivere post di un blog, si scrivano capitoli di un libro. È una idea molto semplice e, come quasi tutte le idee semplici quando funzionano, è geniale.

Pensateci: usare un blog per scrivere i vari capitoli, aggiungere tutte le informazioni di complemento per il nostro libro (i meta-dati), generare la copertina e poi via, convertire tutto il lavoro nei differenti formati per la distribuzione. Tutto già pronto e preparato automaticamente in rete, senza bisogno di installare nessun software, senza problemi di compatibilità del nostro PC o Mac, senza neanche bisogno di utilizzare lo stesso computer, dal momento che il nostro lavoro si trova in rete, al sicuro sui server che lo pubblicheranno.

Inoltre, e questa è la cosa più interessante, abbiamo il pieno controllo su tutto quello che scriviamo. Perché fare un libro in formato elettronico vuole anche dire curare le informazioni che lo accompagnano. Una volta sarebbe stata la quarta di copertina e la scheda di presentazione, oggi sono i metadati, cioè le informazioni che rendono il libro “cercabile” in rete e nei negozi online.

Prima di arrivare a fare tutto questo, però, occorre prima fare un po’ di ordine nelle nostre carte.

Infatti, che si stia per scrivere un romanzo oppure un ponderoso saggio, è comunque necessario mettere ordine e organizzare le cose che ci serviranno. Questo non ha necessariamente a che fare con l’interfaccia di PressBooks: sono consigli che possono essere utilizzati anche per scrivere un libro con la penna e i fogli di carta a righe, come si faceva una volta. PressBooks va bene sia per scrivere romanzi che saggi, e anche altri generi che la vostra creatività può farvi inventare. In questo capitolo proviamo a pensare a come si lavora a un romanzo o a un racconto lungo, più avanti vedremo invece dei consigli per la saggistica e la scrittura non-fiction.

Dobbiamo però prima sgombrare il campo da alcune ambiguità: i consigli vanno bene in quanto tali, ma ciascuno di noi è differente e non è detto che una cosa che funziona per qualcuno funzioni anche per gli altri (e viceversa). Per cui, prendetela con filosofia. Però vale la pena provare a procedere con ordine: i vantaggi sono numerosi. Anche perché avere tutto quello che scriviamo disponibile in rete ci offre la possibilità di pensare al nostro lavoro come “immediatamente pubblico”: per qualcuno può essere un ostacolo, ma per molti è in realtà un grande stimolo e quindi una opportunità.
Negli Stati Uniti questa forma di scrittura pubblica, addirittura di gruppo, è incentivata. Dopotutto, il confronto con altri colleghi che cercano di fare la stessa cosa che fate voi, cioè scrivere ad esempio un romanzo, è alla base del lavoro dei laboratori e dei corsi di scrittura creativa. Anche in Italia esistono scuole che insegnano a lavorare così, con metodologie e obiettivi simili, per la creazione del nostro romanzo.

Va oltre gli obiettivi di questo libro tenere un intero corso di scrittura creativa, però qualche consiglio può tornare utile lo stesso.

Mettiamola così: prima di iniziare a scrivere è meglio avere le idee un po’ più chiare sull’argomento che vogliamo trattare e, a grandi linee, sulla struttura che dovrà avere la trattazione. Attenzione: questo non vuol dire prendere tutte le decisioni definitive all’inizio. In realtà quello che si scrive si può sempre rivedere e correggere, ma un po’ di pianificazione all’inizio aiuta. Anche perché il rischio, se non si pianifica, è di rimanere bloccati. E come diceva un tale, l’unica pagina che non può essere aggiustata è quella bianca. Quindi: meglio avere un cattivo piano, seguirlo e poi correggerlo, che essere privi di un piano e rimanere fermi al palo, a contemplare la pagina bianca.

Quale metodo seguire? Ne suggerisco uno molto semplice: il metodo “snowflake”, fiocco di neve.

Cosa ci serve in questa fase: scriviamo usando Word o qualsiasi altra cosa ci venga comoda in modalità offline. Alla piattaforma PressBooks arriveremo dopo.

Come prima cosa prepariamo una sintesi del nostro romanzo in una frase. Qualcosa tipo: “Il dramma di un ragazzo e una ragazza di due famiglie in guerra tra loro che si innamorano”.

Adesso, proviamo a espandere questa frase e trasformarla in un paio di paragrafi, che includano ad esempio i tre atti canonici di qualunque storia (introduzione, crisi, finale tragico). Mettendo tutto per iscritto, probabilmente ci troveremo a rivedere anche la frase iniziale. Va benissimo: il lavoro funziona meglio se si torna costantemente indietro e si rimette a posto tutto quel che si è fatto sino a quel momento.

Adesso proviamo a tirare fuori i personaggi: per ognuno troviamo il nome, la sintesi in una frase della loro storia, le motivazioni in un’altra frase, poi gli obiettivi, i conflitti, il ruolo rispetto agli altri personaggi. Tutto questo ci costringerà a lavorare ancora di più sulla trama e sulla sua articolazione perché i personaggi si porteranno dietro letteralmente il modo in cui funziona la storia.

A questo punto la struttura della storia comincia a essere piuttosto chiara. Ora è il momento di trasformare il paio di paragrafi con i tre atti canonici in una narrativa più articolata. Una sintesi della storia che prenda al massimo un paio di pagine e che articoli, paragrafo dopo paragrafo, gli snodi della storia. Come se stessimo scrivendo il riassunto di un film o di un romanzo. In questa articolazione, rivedrete i ruoli e le posizioni dei personaggi, e questi a loro volta cambieranno il plot. Quando occorre, tornate a modificare quanto scritto nelle pagine precedenti.

A questo punto si può espandere la sintesi di due pagine trasformandola in un vero e proprio soggetto di quattro o cinque pagine con tutti gli snodi della storia esplicitati, e si possono costruire schede articolate dei personaggi che raccontino anche dettagli secondari della loro vita, e li descrivano nel particolare.

Attenti, ora viene una cosa importante. A questo punto il soggetto può essere espanso in una lista di scene, come se steste realizzando una sceneggiatura per il cinema: prendere un quaderno a fogli mobili e pagina dopo pagina scrivetevi ciascuna scena, raggruppandole in capitoli e parti. È l’ossatura di quello che poi andrete a scrivere. Se preferite, potete usare un foglio di calcolo come Excel: una scena per ogni riga. C’è chi si trova meglio e dopotutto il computer serve anche a questo. Potete aggiungere tutti i dettagli e le spiegazioni che volete a ciascuna scena, anche se non è strettamente necessario: può bastare anche solo la lista. Ovviamente, se ci sono cambiamenti da fare nelle sintesi precedenti, andate e fateli.

Ok, ci siamo. Avete fatto un lungo lavoro di creazione della struttura e di definizione dei passaggi della storia. A questo punto siete pronti per cominciare a scrivere. Prendevi il vostro tempo, createvi un’abitudine alla scrittura, ricordatevi che paga molto essere regolari e cercate di trovare un’ora circa di tempo per scrivere tutti i giorni. Non di meno, ma neanche di più. Scoprirete che in poche settimane potreste aver scritto la prima bozza di un romanzo. E, se avete seguito il metodo snowflake, probabilmente sarà anche un’ottima bozza.

Un ultimo consiglio. Armatevi di un buon dizionario della lingua italiana. Dovete cercare sempre le parole di cui non siete sicuri per verificarne il significato. Ricordatevi di rispettate la grammatica, la sintassi e la punteggiatura, magari prendendo l’abitudine di scrivere in maniera semplice e chiara.

Si comincia sempre con le cose semplici; per fare quelle complicate ci vuole un po’ più di tempo, ma ci si arriva.

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