6 Gestire il libro

Impostiamo il nostro libro. Scriverlo sembrava un lavoro improbo, ma in realtà abbiamo visto che ci sono un sacco di vincoli che ci semplificano la vita, perché la creatività passa anche attraverso la costrizione, le scadenze e gli obiettivi da raggiungere.

Adesso che l’abbiamo scritto, inizia la parte forse meno divertente ma sicuramente meno difficile. Gestiamolo.

Infatti è arrivato il momento in cui dobbiamo finalmente caricare il libro.

L’operazione è facile, in realtà: come spiegavo già nella nostra ricognizione dell’interfaccia di PressBooks, il sistema assegna ad ogni parte del libro la forma di un post stile blog, sfruttando la potenza del motore di WordPress. Abbiamo visto che gli elementi che compaiono nell’interfaccia di PressBooks: possiamo arrivarci sia nella modalità “semplificata” della bacheca che passando dal menu di sinistra TESTO, nel quale possiamo selezionare ORGANIZZA per avere una visione d’insieme oppure AGGIUNGI… seguito dal tipo di elemento che vogliamo aggiungere: PARTE, CAPITOLO, ELEMENTO INTRODUTTIVO, ELEMENTO DI CHIUSURA.

Abbiamo visto che ogni libro secondo PressBooks è diviso in tre parti: ELEMENTI INTRODUTTIVI, MAIN BODY ed ELEMENTI DI CHIUSURA (sono le tre parti che compaiono quando si avvia un nuovo libro). Ma non è obbligatorio utilizzarle ovvero utilizzare solo quelle. Non è possibile cancellarle, ma si possono lasciare vuote e in quel caso non ne compare traccia nel libro finale. Il loro ruolo è dividere il libro in parti, se ci sono contenuti nella loro sezione, altrimenti scompaiono sullo sfondo. La parte degli elementi introduttivi e quella degli elementi di chiusura non ha numero di capitolo al principio di ogni singolo pezzo di testo. Invece i capitoli sono numerati.

Se vi sentite di avere nelle vostre corde il romanzo di una vita da duemila pagine come neanche un russo dell’Ottocento, conviene che lo dividete in più di tre parti: AGGIUNGI PARTE è il bottone che si trova tra MAIN BODY e PARTE DI CHIUSURA nella finestra di organizza. Selezionate e avrete creato una nuova PARTE che comparirà in questa vista dove potrete mettere i vari capitoli.

Ciascun elemento che contiene testo (una parte di introduzione, un capitolo, una parte di chiusura) ha degli attributi che consentono di configurare il suo stato. Perché, non ci dimentichiamo, PressBooks consente anche di pubblicare sul web i singoli pezzi del vostro lavoro, ma voi magari preferite averne finito, letto e riletto ciascun pezzo prima di renderlo visibile al mondo (e vi consiglio di avere un paio di amici che leggano e vi diano i loro consigli al riguardo). Per questo avete una serie di indicazioni.

Se nella vista ORGANIZZA andiamo ad analizzare cosa possiamo vedere ad esempio del primo capitolo di questo libro, PREPARARSI AL VIAGGIO, troviamo una serie di cose.

AUTORE è indicato YOU (che vuol dire la persona che è iscritta e loggata nel sistema di PressBooks). Questo indicatore vi serve per capire, se state lavorando con altre persone allo stesso libro, chi ha scritto che cosa e chi ne ha il controllo.

COMMENTI indicherà il numero di commenti che possono venir lasciati sulla vista a blog del libro. Si moderano sempre dall’interfaccia (vi ricordate? Era spiegato nei primi due capitoli) e sostanzialmente si possono approvare o cancellare).

STATO indica in quali condizioni è il singolo pezzo di testo. Può essere BOZZA oppure PUBBLICATO, nel primo caso non è sul web e lo vedete solo voi (e i vostri eventuali collaboratori) in questa maschera di gestione, nel secondo invece è potenzialmente visibile da tutti.

PRIVATO indica la possibilità di mostrare o tenere nascosto il singolo pezzo di testo anche quando è PUBBLICATO: dipende se non spuntate oppure spuntate il bottone.

ESPORTA serve per indicare se volete che il singolo pezzo di testo venga estratto e tradotto nei vari formati: dal web per la versione blog sino al documento EPUB per la pubblicazione come ebook. In sostanza, se volete che il capitolo vada nel libro, dovete cliccare il segno di spunta.

MODIFICA dà la possibilità di intervenire sul testo e soprattutto di cancellarlo. Attenzione perché quando si cancella qualcosa poi non c’è più…

Alcune considerazioni che spero siano utili: l’ordine dei pezzi di testo è discendente, questo vuol dire che nella vista ORGANIZZA il capitolo uno sta più in alto del capitolo due e questo vuol dire che nell’ebook, se entrambi i capitolo sono selezionati per essere ESPORTATI, il capitolo uno precederà il capitolo due. Questo è un concetto differente rispetto a quello che il lettore si troverà davanti quando aprirà per la prima volta il vostro ebook: se non disponete diversamente è la prima pagina dell’introduzione, ma potete assegnare anche un altro “punto di partenza” corrispondente a uno qualsiasi dei pezzi del libro che avete scritto selezionando la voce “IMPOSTA COME PUNTO DI INIZIO DELL’EBOOK” nella colonna sulla destra, intitolata ESPORTA IMPOSTAZIONI (vedremo tra un attimo anche quella parte dell’interfaccia).

È molto utile lavorare giocando con la selezione BOZZA e PUBBLICATO se si vuole scrivere direttamente su PressBooks (perché no?) oppure se si desidera comunque seguire una serie di passaggi per l’editing. Vedremo alla fine quali potrebbero essere questi passaggi.

Invece, adesso vediamo com’è fatta la finestra di scrittura. Ho ricordato più volte che PressBooks è costruito sopra WordPress, quindi chi ha familiarità con un blog non avrà difficoltà a riconoscere nell’ambiente di scrittura una tipica vista per la scrittura di blog.

Se clicchiamo su AGGIUNGI NUOVO CAPITOLO nel menu di sinistra, contenuto all’interno del menu TESTO (oppure se premiamo il bottone AGGIUNGI CAPITOLO ad esempio nella parte del MAIN BODY), si apre un’ampia schermata che sarà il nostro campo di lavoro per la scrittura. La finestra del nostro browser adesso è divisa in tre parti verticali: a sinistra c’è il consueto blocco di menu (BACHECA etc.), tutto a destra una serie di comandi e scritte che sostanzialmente ricapitolano la parte sulla quale stiamo lavorando: di cosa fa parte, come gestirla per quanto riguarda ESPORTA e come gestirla per quanto riguarda PUBBLICA; non è strettamente necessario cambiare niente da questa vista. Invece, nel centro c’è la parte dove si scrive.

In particolare, c’è una riga più in alto in cui aggiungere il titolo del capitolo (che diventerà anche la parte finale dell’indirizzo web permanente del capitolo, il permalink), e c’è poi lo spazio dove immettere il nostro testo. C’è il pulsante per AGGIUNGERE MEDIA (che ci consente di inserire una immagine là dove il nostro cursore si trova nel momento della scelta), c’è la possibilità di cambiare “modo” da VISTA a TESTO (in pratica, con o senza formattazione, grassetti, corsivi etc.), e ci sono le consuete icone per la scrittura: B per GRASSETTO (in inglese BOLD), I per CORSIVO (cioè ITALICS) e via con una versione essenziale ma completa di quello che serve per editare un testo e dargli la forma che vogliamo: allineamenti a destra, a sinistra, centrati, elenchi puntati e numerati, parole “tagliate”, possibilità di andare in modalità di scrittura “SENZA DISTRAZIONI” e un buffo tasto con quadratini che permette di mostrare la seconda riga di icone (in cui si scelgono FORMATO del PARAGRAFO, impostazioni degli STILI, e una serie piuttosto ampia di altre icone per funzioni che vengono spiegate abbastanza facilmente dal fumetto che compare se si lascia il puntatore fermo sopra di esse per qualche secondo). L’ultimissima di questa seconda riga è l’icona del punto interrogativo, caratteristico della funzione di HELP. Se avete bisogno (e sapete un po’ di inglese) questa è un’utile risorsa.

Ecco, mettiamo che adesso vogliate scrivere. Non c’è niente di più semplice da fare: mettete il cursore all’inizio e cominciate. Potete continuare fino a quando volete: c’è anche una funzione NOTA AL PIEDE DELLA PAGINA che permette di inserire delle note semplificate e poi anche convertirle in eventuale formato WORD. Confesso di non averla utilizzata in maniera estesa: ovviamente funziona[1] se si inserisce una nota di prova, non so come venga però lavorare con un apparato di note piuttosto ricco e complesso, come si fa nei lavori scientifici. Il sistema sembra funzionare piuttosto bene anche per note multiple[2] (che vengono numerate correttamente sia nella singola pagina che nel corso del capitolo[3]) ma non garantisco che importi/esporti sempre correttamente con  formati proprietari come WORD di Microsoft.

Alla fine della finestra per l’immissione del testo (che può essere ridimensionata all’interno della pagina web con l’ancora in basso a destra, accanto all’orario dell’ultimo salvataggio) c’è anche l’indicazione di quante parole abbiamo scritto: si aggiorna in tempo reale o comunque dopo un salvataggio della BOZZA.

Scendendo DISCUSSIONE permette di selezionare se vogliamo i commenti nella pubblicazione web (di default spuntata per il si) e trackback e pingback (anch’essa spuntata di default).

Ultima parte più fuorviante: i METADATI PER IL CAPITOLO, che rischiano di aggiungere un po’ di confusione. Se si lavora con più autori e ciascuno di essi scrive solo alcuni capitoli (come capita nei saggi e nei lavori scientifici a più mani) qui si può indicare il singolo autore del capitolo, un eventuale titolo breve (ma serve solo per i PDF) e un eventuale sottotitolo del capitolo. Personalmente amo le cose semplici e questa parte la lascio così com’è: per un 40k l’eccesso di complicazioni rischia di avere un effetto ridondante e un po’ barocco.

Se decidete di aggiungere una foto o altra immagine, non c’è bisogno che abbiate fatto già tutte le riduzioni perché WordPress e PressBooks sono abbastanza potenti da permettere gli editing di base. Solo ricordate che non state utilizzando uno strumento di impaginazione professionale (e che il vostro ebook non verrà stampato su carta tradizionale) quindi non potete pretendere di posizionare immagini e foto con precisione millimetrica seguendo schemi troppo complessi. Ma potete comunque ruotare, tagliare e ridimensionare le immagini, scalandone le proporzioni o diminuendo la “pesantezza”.

Comunque, come consiglio generale, vale l’idea che nel mondo digitale non si usano le immagini ad altissima risoluzione caratteristiche della stampa: quel che si vede bene sullo schermo va sempre bene. Quindi una immagine JPEG a 72 DPI e inferiore al Megabyte è più che sufficiente per gli eReader in commercio adesso e nel ragionevole futuro. Ricordatevi, importando l’immagine, di compilare almeno il campo che contiene il  TESTO ALT dell’immagine, che non deve superare i 255 caratteri spazi inclusi.

Ultima cosa da vedere: l’importazione di un documento di WORD nel caso abbiate già scritto il libro utilizzando un sistema di scrittura offline e non direttamente la finestra del vostro browser.

Se vi ricordate: dovete andare nell’ultimo menu a sinistra, IMPOSTAZIONI (che ha un nome fuorviante) all’interno del quale si trova IMPORTA. Se lo selezionate viene fuori una nuova vista che vi permette di selezionare il tipo di documento da importare da un menu a tendina (mettiamo un documento DOCX, la versione da Office 2007 in avanti, ma anche i tradizionali DOC vanno benissimo). Selezionate (CHOOSE FILE e poi finestra di dialogo per localizzarlo), e poi potete fare CARICA FILE con il bottone rosso. A seconda di quanto è veloce la vostra connessione e grande il documento (non più di 15 Megabyte) vi trovate ad aver caricato un elementi che finisce in una vista web intermedia.

Qui non potete cambiare il nome del capitolo (lo potete fare più avanti, ma se siete ben organizzati fatelo già quando create il documento WORD) ma potete scegliere dove farlo comparire: ELEMENTI INTRODUTTIVI, CAPITOLO, ELEMENTI DI CHIUSURA (o eventuali altri PARTI da voi create). Una volta selezionato il singolo file che volete importare (nel caso siano più di uno ma anche se uno solo dovete selezionarlo altrimenti non si carica!) ve lo ritrovate come ultimo della PARTE in cui lo avete voluto mettere. A quel punto, sta a voi aprirlo, modificarlo, eventualmente spostarlo.

Ricordo che un altro modo più semplice è di creare un nuovo capitolo nella vista ORGANIZZA, poi passare al documento di WORD aperto, selezionare tutto il testo, copiarlo e tornare ad incollarlo nel nuovo capitolo bianco.

Questo è anche un buon momento per passare il correttore ortografico e vedere se non ci sono errori di ortografia delle parole (con le tastiere succede molto più spesso di quanto non crediate).

Ecco, se facciamo tutto con calma e in ordine, abbiamo finito di caricare il nostro libro (cioè gestire il libro). Adesso vediamo di gestire i metadati e poi abbiamo finito. Saremo veloci, vedrete.


  1. Sia chiaro che non me ne assumo la responsabilità!
  2. Non potevo resistere alla tentazione: ecco la nota numero due.
  3. Almeno, dovrebbe succedere sempre così: all'inizio del prossimo capitolo ne metto un'altra per verificare che succeda realmente.

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